31:07:2007 21:30 GIOVANNI ALLEVI 31 Luglio 2007 Piazza del Popolo OFFIDA
“Sinceramente immagino persone che, in qualche modo, siano dei sognatori. Persone con una forte predisposizione alla poesia, alla creatività. Io le faccio “entrare nel mio mondo”, ma poi immagino che siano loro a completare la mia musica col loro vissuto”
“In effetti sento, da sempre, che il jazz non mi appartiene, perlomeno per ciò che riguarda uno dei suoi aspetti essenziali, l’improvvisazione. Non condivido il senso di indefinito di ogni esecuzione. Ho amici musicisti che amano il jazz, invece, esattamente per questo motivo, cioè proprio per l’unicità di ogni concerto, di ogni interpretazione. Io non sono così, eppure il jazz ha per certi versi aperto la porta al mio modo di comporre, alla mia evoluzione compositiva: è con l’improvvisazione che, da un’idea, scelgo tra mille diverse strade. ne scelgo una, e la tengo, non la cambio”
Da un intervista di Giovanni Allevi
17 Luglio 2007 alle 19:00
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