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Bitches Brew Jazz Club

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San Benedetto del Tronto - AP
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block-risoluzione-del-desktop.jpegGiovanni Block PREMIO SIAE/ TENCO 2007 come miglior autore emergente nasce a Napoli il 21 marzo 1984, cantante, flautista e compositore. Studia al conservatorio di musica di S.Pietro a Majella, appassionandosi anche alla canzone d’autore e al jazz. Dal 1997 suona come flautista, con orchestre e in concerti solisti e nel 2003 trova la giusta combinazione di giovani amici strumentisti per dar vita al suo progetto di canzone d’autore, e fonda il gruppo Giovanni Block & Masnada, che lo porterà a vincere importanti premi e riconoscimenti.
Inizia lo studio del flauto all’età di dieci anni; prosegue la sua crescita musicale e nel febbraio del 2004 fonda la band Giovanni Block & Masnada formata da studenti del conservatorio. Nel giugno del 2004 vince il Primo Premio Nazionale per il miglior brano contro la guerra al Vasto Music Festival. Nel 2005 è finalista al Bologna Music Festival (premio per brani indediti). L’anno seguente vince la rassegna di musica d’autore presso il prestigioso jazz club “Upstroke” di Bagnoli (NA). Il 2006 lo porta alla finale del premio nazionale Fabrizio de Andrè per la migliore canzone d’autore a Roma, e il suo brano, “La mentalità”, viene inserito nella compilation “Fabrizio de Andrè”. Un mese più tardi registra con Ninni Pascale presso lo studio “Il Parco” della “Polo Sud Records” un demo promo contenente due brani inediti, distribuito da Feltrinelli. Sempre nel 2006 riceve dalla giuria tecnica del concorso Rockin 2006 il primo premio assoluto e il premio speciale per i migliori testi. Pochi mesi più tardi riceve dalla commissione del Musicultura Festival il premio Sisme come migliore interprete. Nello stesso anno vince la finale di dell’Arezzo Wave 2007 ed è finalista della quarta edizione del concorso “l’artista che non c’era”. Sempre nel 2007 riceve il premio videoclip come migliore performance live da parte della BBC group. Ancora nel luglio del 2007 vince il premio nazionale Alex Baroni e il mese dopo è invitato al Club Tenco per prendere parte alla rassegna “Dallo sciamano allo showman” e al Premio Carosone esegue “pijat’na pastiglia” presso l’Arena Flegrea di Napoli. Nel settembre 2007 è proclamato vincitore della Targa Bigi Barbieri al quinto Festival della canzone umoristica d’autore, organizzato dal Centro Culturale Teatro Camuno dal Club Tenco Sanremo. Nell’ottobre 2007 riceve il premio 21 settembre Lucio Battisti. Nel novembre del 2007 riceve il prestigioso Premio Siae/Tenco come miglior autore emergente. Tra gennaio e febbraio 2008 collabora al nuovo album di Alberto Patrucco, partecipa alla rassegna Roma di Amilcare e scrive nel libro “Il mio posto nel mondo” di Enrico De Angelis e Enrico De Regibus. Nello stesso mese è nominato Socio Onorario a vita del Club Tenco, mentre nel giugno 2009 è il vincitore assoluto del festival Musicultura, ricevendo la targa per il miglior testo dall’Università delle Marche. Nel novembre 2009 è inserito nel nuovo disco del Club Tenco “Inediti di Luigi Tenco”, prodotto da Ala Bianca. Nel febbraio 2010 partecipa e vince il premio Buscaglione, organizzato all’interno della rassegna torinese “Sotto il cielo di Fred”.
Circolo Nautico Sambenedettese (porto turistico)
evento gratuito

angelique_kidjo2-risoluzione-del-desktop.jpgAngelique Kidjò nasce in Benin nel 1960.
Ha iniziato la propria carriera cantando musica africana, in Yoruba, successivamente si è avvicinata ai generi musicali di origine afro-americana, e ha inciso canzoni in francese e inglese.
Angelique è figlia d’arte di una numerosa famiglia. La mamma, coreografa e direttrice di teatro inizia Angelique alla carriera di artista sin da piccola. Dapprima canta con gli altri fratelli nella Kidjo Brothers Band registrando una serie di sessions per la radio nazionale del Benin; si tratta per lo più di canzoni folk del proprio paese con uno sguardo alla storia, ai villaggi e alle cerimonie voodoo. Poi, nel 1979 Angelique ottiene il primo successo nazionale. Il Benin è uno stato molto aperto a diverse influenze musicali (salsa, makossa, il nuovo suono urbano africano e la musica del Sud Africa), oltre che il soul americano sono spesso programmate in radio e seguite da cantanti e musicisti del piccolo stato africano. Persuasa a proseguire la carriera in Europa, Angelique arriva a Parigi nel 1983. Qui esplora una serie di stili musicali differenti scoprendo nuove potenzialità per la sua duttile voce. Una nuova generazione di artisti, liberi dagli stereotipi della cultura africana, ma ben consapevoli di ibridare le proprie radici con quelle di musiche diverse per provenienza e attitudine influenza profondamente anche Angelique. Dopo essersi trasferita nella capitale francese l’artista diventa nell’arco di pochi anni un’autentica star e realizza tre album per la label Mango.

É musica pulsante, energetica; meticcia, quella che nel corso di questi anni Novanta ha rivelato in mezzo mondo la grande, travolgente sensualità di Angelique Kidjo, artista considerata tra le più positive interpreti di “altro pop”: un’etichetta che aldilà delle facili categorizzazioni ben segnala la miscela incandescente che scorre nei dischi e soprattutto dal vivo.

evento con ingresso a pagamento
Biglietto unico € 15,00

Giovanni AlleviGiovanni Allevi è uno dei maggiori compositori puri dell’attuale panorama internazionale.
Le sue composizioni tratteggiano i canoni di una nuova Musica Classica Contemporanea, attraverso un linguaggio colto ed emozionale, che prende le distanze dall’esperienza dodecafonica e minimalista, per affermare una nuova intensità ritmica e melodica europea.

Giovanni Allevi si diploma in Pianoforte col massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Inoltre si laurea, con Lode, in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”.
Nato il 9 aprile 1969 ad Ascoli Piceno, Giovanni, figlio di genitori musicisti, trascorre l’infanzia completamente immerso nella musica classica. Si avvicina di nascosto al pianoforte, ed inizia un solitario viaggio alla scoperta degli elementi fondamentali del linguaggio musicale: scale, intervalli, accordi.
Fra i dischi in vinile scopre la “Turandot” di Puccini: a sei anni l’ascolta per intero tutti i giorni, a gambe incrociate sul divano. Inizia così a memorizzare la musica dei grandi del passato, le sinfonie, i concerti per Pianoforte e Orchestra, i capolavori della letteratura romantica e del primo Novecento, musiche che per gioco ripassa nella mente in qualunque momento. Proseguono i suoi incontri segreti con il pianoforte fino a 10 anni, quando in occasione di una recita a scuola esce allo scoperto, con una sorprendente esecuzione di un breve brano di Chopin.
I genitori si convincono che Giovanni deve intraprendere il percorso accademico: studia pianoforte all’Istituto Musicale “G. Spontini” di Ascoli Piceno con la professoressa Anna Maria Bucci e si diploma a 21 anni con il massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia.
Giovanni scrive numerose composizioni, ma le tiene chiuse gelosamente in un cassetto, e inizia un’intensa attività di concertista classico in Italia.
S’iscrive alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Macerata e decide di affrontare lo studio della Composizione al Conservatorio “G. Rossini” di Fermo. All’esame di ammissione porta una sua Fuga in stile contrappuntistico, genere musicale che si affronta solo al settimo anno, e un commissario commenta scherzosamente: “O ha copiato la Fuga, o Giovanni Allevi è Brahms redivivus”. Naturalmente…non l’aveva copiata!
Tra i suoi insegnanti di Composizione in Conservatorio, lasciano su di lui un’impronta significativa il M° Daniele Salvatore, grande esperto di Musica Antica e il M° Tonino Tesei, dal quale apprende le basi della dodecafonia ed il rigore nella calligrafia musicale.
Nel frattempo frequenta il corso di “Bio-musica e Musicoterapia” del professor Mario Corradini, nel quale approfondisce la consapevolezza del grande potere che ha la musica di rendere liberi e di evocare immagini, emozioni e ricordi.
Nel 1995 compone le musiche di scena della tragedia “Troiane” di Euripide e al Festival Internazionale del Dramma Antico di Siracusa vince il premio speciale per le migliori musiche di scena: è il suo primo riconoscimento ufficiale. Nello stesso anno, è invitato come relatore all’Università di Pedagogia di Stoccarda a tenere un seminario sulla Musica dei nostri giorni. Nell’occasione esegue in prima assoluta “Sogno di Bach”, un suo brano per pianoforte, dove il linguaggio barocco si fonde ad una ritmica contemporanea, primo segnale di una esigenza di rinnovamento.
Durante i suoi concerti, oltre a brani di Chopin, Bach, Beethoven e Ravel, comincia ad eseguire anche le sue composizioni, destando sorpresa ed entusiasmo. Il consenso ricevuto suscita in Giovanni l’idea di eseguire un repertorio interamente costituito da suoi brani, e di raccoglierli in un cd.

Nel 1997, il suo lavoro è accolto con entusiasmo da Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, il quale, con la sua etichetta Soleluna, decide di pubblicare il primo album di Giovanni per pianoforte solo dal titolo “13 DITA” (Soleluna/Universal).
Giovanni dimostra di essere un talentuoso musicista e un geniale compositore di musica classica contemporanea: il suo disco d’esordio riscuote ampi consensi di critica e suscita l’attenzione di grandi artisti internazionali. La musicista giapponese Nanae Mimura, una fra le più grandi interpreti contemporanee di marimba solista, in un recital alla Carnegie Hall di New York esegue alcune composizioni dell’album d’esordio di Allevi, da lei stessa trascritte per il suo strumento. Giovanni viene così presentato a New York come un giovane emergente compositore italiano.

Nel 1998 si laurea con lode in Filosofia. “La Fisica giunge oggi alle stesse intuizioni che ebbero i presocratici e gli orientali: l’Universo è uno spazio ribollente di energia di cui tutti siamo parte…”. C’è inoltre uno stretto legame fra la sua tesi di laurea (“Il vuoto nella Fisica Contemporanea”) e la composizione: “…il bizzarro comportamento delle particelle subatomiche nel nostro cervello può dare origine a idee, melodie e pensieri improvvisi. Come in Fisica c’è il pieno e il vuoto, nella musica c’è il suono e il silenzio.” Giovanni, che verrà definito anche “il filosofo del pianoforte”, inizia a esplorare le misteriose motivazioni che sono alla base della creazione artistica nei suoi scritti filosofici.
Dopo la laurea si trasferisce a Milano, e nel 2001 si diploma in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi”, sotto la guida del M° Mario Garuti, dal quale apprende appieno gli elementi compositivi dello Strutturalismo di Darmstadt e della sperimentazione estrema.

Nell’ottobre 2003, Giovanni pubblica il secondo album per pianoforte solo intitolato “COMPOSIZIONI” (Soleluna/Edel), che delinea in maniera netta i caratteri essenziali del suo stile compositivo e la volontà di recuperare in termini nuovi un linguaggio colto e complesso, e al tempo stesso emozionale ed immediato.
Intanto i suoi concerti in Italia riscuotono sempre maggiore attenzione ed entusiasmo, ma la consacrazione della sua statura in campo internazionale come compositore arriva dal Baltimora Opera House (USA), che gli commissiona la mastodontica rielaborazione dei recitativi della “Carmen” di Bizet, una delle opere liriche più amate e conosciute dal pubblico di tutto il mondo.

Nel 2004 Giovanni debutta ad Hong Kong come compositore esecutore, davanti a una platea internazionale nel suo primo concerto all’estero, in cui esegue un programma interamente di proprie composizioni riscuotendo immediato successo.
Si trasferisce a New York, dove intraprende la composizione di nuovi brani che saranno raccolti nel suo terzo album per pianoforte solo, “NO CONCEPT”, in cui si avverte il respiro cosmopolita, e il rafforzarsi dell’indirizzo del suo pensiero musicale.
“NO CONCEPT è nato in quelle notti, passeggiando con le scarpe da tennis sui marciapiedi caldi di Harlem, con le antenne alzate per captare qualunque suono, mentre nelle dita scalpitava tutta l’accademia che avevo assorbito. NO CONCEPT è il rifiuto di quel concettualismo a tutti i costi che nega la creatività quando essa ha il vago e piacevole sentore del ricordo. La sua musica, strumentale, indubbiamente potrà chiamarsi musica classica contemporanea, ma nel semplice significato che è musica di oggi: la musica di un compositore che vuole interpretare il suo tempo, così come tutti i compositori hanno fatto prima di lui”.
L’Album “NO CONCEPT” (Bollettino/Ricordi-Sony Bmg) viene pubblicato nel 2005 anche in Germania e in Corea, ed è subito “Disco d’Oro”. Intanto Giovanni viene insignito del titolo di “Bösendorfer Artist”, dalla Bösendorfer di Vienna, per le qualità di interprete sensibile e per la valenza di livello internazionale della sua espressione artistica.
La prima esecuzione assoluta avverrà il 6 marzo 2005 con il suo debutto americano al Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold out, affermandosi come nome emergente fra i compositori più rappresentativi nel panorama internazionale. Appena sceso dal palco del più prestigioso jazz club del mondo, viene invitato a tenere un seminario sul rapporto fra Musica e Filosofia alla School of Philosophy di New York. Inizia così il “No Concept Tour” che attraversa Usa, Germania, Austria e Cina per poi arrivare finalmente in Italia, dove il pubblico inizia ad amare la musica originale di Giovanni Allevi, e a seguirne i concerti con sempre più grande entusiasmo.

Al ritorno da Shanghai, ultima tappa del tour internazionale, Giovanni intraprende la composizione del suo quarto lavoro per pianoforte solo, “JOY”, scaturito da una crisi di panico che lo travolge per “un eccesso di emozioni e di gioia”.
L’album, contenente nuove composizioni inedite, è realizzato da Giovanni interamente “nella sua testa”, e la prima esecuzione delle stesse avviene quindi direttamente in studio di registrazione.
“Così ho registrato JOY senza averlo mai suonato prima, se non nella mia mente: il pianoforte deve restare per me un’isola incontaminata da esplorare, dove l’emozione ha il sopravvento sulla tecnica, l’intensità dell’attimo supera l’esperienza”.
Nel suo linguaggio la musica si fa intensa e comunicativa, l’immediatezza scaturisce dalla complessità risolta. “JOY” (Bollettino/Ricordi-Sony Bmg) esce a settembre 2006, conquista la top ten della classifica e sfonda il tetto delle 150.000 copie, evento mai raggiunto prima in Italia da un disco di composizioni originali per pianoforte solo.
Il pubblico inizia a seguire Giovanni come fosse una rockstar: il “Joy Tour” parte dalla Sala S.Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, e si sviluppa in circa 160 concerti tra il 2006 e il 2007, in Italia, ma anche a Parigi, Vienna, Amburgo, Budapest, New York, Shanghai, Hong Kong, Montreal, Sarajevo, Mosca, Belgrado, Bruxelles. Ovunque Giovanni registra il tutto esaurito, ed il tour ha il suo apice in un concerto di portata storica, in Piazza del Duomo a Milano, davanti una platea di 50.000 persone.

Giovanni Allevi diventa un fenomeno sociale ed entra prepotentemente nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni: giovani e giovanissimi parlano della sua musica nei blog, organizzano rapidamente un passaparola via sms e sui siti di social network per seguirlo nelle esibizioni live. Intanto nei conservatori e nei concorsi di musica gli spartiti delle sue composizioni, editi dalla Carisch, vengono studiati ed eseguiti, e crescono le tesi di laurea a lui dedicate nelle più svariate discipline.
Con Giovanni Allevi il compositore di “musica pura” torna ad avere un ruolo socialmente riconosciuto nel proprio tempo, e come spesso è accaduto in passato, accanto al favore pur non sempre unanime della critica che non riesce a spiegare interamente il fenomeno contemporaneo, desta grande stupore l’amore della gente, che attraverso le sue note, riscopre la grande passione per la musica strumentale.
Durante il “Joy Tour” Giovanni compone la suite per orchestra “Angelo Ribelle”, ed il brano per pianoforte e orchestra “300 Anelli”, suscitando l’attenzione della Philarmonische Camerata Berlin, orchestra d’archi composta dalle prime parti della prestigiosa orchestra dei Berliner Philarmoniker. Assieme all’ensamble tedesco Giovanni presenta le sue composizioni orchestrali in Italia a dicembre 2007. La lunga tournèe del “Joy Tour” viene intanto testimoniata da un doppio album dal titolo “ALLEVILIVE”, e dal dvd “JOY tour 2007”.

Per il suo impegno intellettuale nel ridefinire i confini di una nuova Musica Classica Contemporanea di matrice italiana ed europea, Giovanni, oltre a sollevare l’entusiasmo del suo pubblico, riceve attestazioni di stima da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Papa Benedetto XVI e di molti esponenti del mondo artistico e culturale, tanto che la casa editrice Rizzoli decide di pubblicare il suo primo libro, dal titolo “LA MUSICA IN TESTA”. Si tratta di una raccolta di riflessioni filosofiche sulla musica, aneddoti e pagine di diario, che racchiudono i tratti principali della sua vita artistica e dell’ “Allevi-pensiero”, concludendosi con il capitolo “L’Era dell’Emozione”, vero e proprio manifesto artistico.
Il libro, pubblicato nel marzo 2008, sale in vetta alla classifica “Varia” per diverse settimane, e conquista presto il titolo di “best seller”. Il 3 giugno 2008, Giovanni Allevi viene premiato ai Wind Music Awards per le vendite (oltre 30.000 copie) del dvd “JOY tour 2007”.

evento con ingresso a pagamento
Settore A € 35,00
Settore B € 30,00
Settore C € 20,00
Settore D € 15,00
BIGLIETTERIA “vivaticket.it“.

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