27:02:2009 28:02:2009 GINO VANNELLI al BITCHES BREW JAZZ CLUB!!(Ultimi giorni di prevendita !!!)
27/02/2009 / Bitches Brew, HOTEL INTERNATIONAL V.LE RINASCIMENTO N.47- San Benedetto Del Tronto Italy
28/02/2009 TEATRO CONCORDIA (CONCORDIA THEATRE) PIAZZA NARDONE-San Benedetto Del Tronto Italy
Vannelli Gino. *Italo-canadese,(nonni di Campobasso) è nato a Montreal in Canada il 16/06/1952. Figlio di un cantante jazz si appassiona presto del genere e studia percussioni per cinque anni. A 12 anni forma la sua prima band e a 14 anni coltiva un forte interesse per la musica classica. Nel 1969, a 17 anni, Gino incide il suo primo disco con il nome Van Elli dal titolo “Gina Bold”. Trasferitosi da Montreal a New York e poi a Los Angeles, quasi sul punto di abbandonare la carriera artistica viene scoperto da Herb Alpert il quale produce i primi suoi album. E’ proprio negli anni ‘70 che la vena compositiva di Vannelli raggiunge livelli di altissimo livello. Brani come “People gotta move”, “Crazy Life”, “Powerful People”, “Where Am I Going” rappresentano un’autentica sfida al mercato, creando il primo esempio di pop rock fusion. A partire dal primo album “Crazy life” (1973), annualmente produce album che aggiungono lustro al panorama musicale mondiale, arrivando all’album capolavoro “Brother to Brother” (1978) nel quale l’ influenza fusion si interseca alla fruibilità pop generando quello che ancora oggi è da considerare un caposaldo della musica pop rock e di chi vuole avvicinarvi al mondo jazz attraverso il pop. Da questo album è tratto il brano che ha ottenuto il maggior successo commerciale: “ I Just Wanna stop”. Gino Vannelli da artista poliedrico e coraggioso quale è, non arresta la sua ricerca musicale e dopo un buon album “Nightwalker” (1981) che vive sulla scia del precedente, si immerge nelle nuove sonorità degli anni ’80 con l’album “Black Cars” (1985) che oltre al famoso brano omonimo racchiude l’ atmosferica “ Hurts to be in love” ancora oggi un esempio di raffinatezza armonica. Nel 1987, al tramonto delle tendenze della decade, esce “Big Dreamers Never Sleep”, nel quale è presente forse l’ultimo grande successo di mercato, “Wild Horses”. Negli anni ’90 perde il contatto con il mercato di massa e delle sue produzioni non rimane una traccia importante dal punto di vista artisitico e commerciale. Si segnalano alcuni album live, una collaborazione con il cantante italiano Gianni Bella, ed un serie di tour tra cui quelli italiani del 1992,1995,1999 e 2000, senza che la stampa ne desse il dovuto risalto. Decisamente sottovalutato in Italia rispetto ad altri artisti maggiormente acclamati, la sua produzione rappresenta un riferimento per gli addetti ai lavori e la sua voce un esempio di chi fa del canto uno strumento espressivo
*(Tratto da una Monografia di Fabrizio Romano)
INFO LINE: +39/335 8479745 - +39/ 347 6194317 TICKETS: + 39/ 0736 244970
9 Marzo 2009 alle 00:44
Fortunatamente conosco Gino Vannelli fin dal suo primo Lp Crazy Life datato 1973. Anno dopo anno, questo immenso artista, ha dimostrato di essere un grande fuoriclasse, spaziando dal Pop alla fusion dal Latin al Jazz Eccellendo in idee, innovazioni e quant’altro. I musicisti dall’orecchio fino, considerano questo grande artista, uno dei più grandi interpreti della musica contemporanea. Mi fa’ specie che nei siti italiani, il suo grande talento sia del tutto ignorato oppure non venga dato risalto a questo grande
della musica che ha dispensato idee, sonorità innovazioni proiettate nel futuro, da cui altri grandi della musica, hanno attinto a piene mani. A Good Thing Grande Gino Vannelli
3 Marzo 2009 alle 16:57
Sabato 28 febbraio al Teatro Concordia ho assistito ad un concerto formidabile, grazie alla strepitosa voce di Gino Vannelli, accompagnato dall’eccezionale musicista olandese Bert Van den Brink. Il connubio tra i due artisti è stato perfetto ed ha regalato emozioni a tutti i presenti in sala. Mi ha particolarmente colpito la capacità di Gino Vannelli di reinterpretare i suoi successi in un contesto musicalmente diverso e armonioso, utilizzando tonalità vocali differenti, qualità di pochi artisti (es. D. Stratos e P. Gabriel).
Penso sia stato l’evento musicalmente più interessante a cui abbia assistito ed altrettanto entusiasmante è stata anche la disponibilità di Gino Vannelli, che pur frequentando palcoscenici internazionali da più di 30 anni, ha concesso autografi e fotografie a chi tenacemente lo ha atteso oltre il concerto.
Ho scoperto la sua musica verso la metà degli anni ‘80, quando andavano forte i video musicali e "Black Cars" del 1985 è la canzone forse più commerciale che lo ha reso famoso ai tanti. La mia canzone preferita è "Something Tells Me", dall’album "Big Dreamers Never Sleep" del 1987, spero di risentirla in versione live, se tornerà a trovarci in un prossimo concerto.
Un plauso va agli organizzatori e spero che San Benedetto diventi sempre più protagonista di eventi culturali, musicali e teatrali di qualità.
18 Febbraio 2009 alle 21:07
I agree with Michele. And, anyone who does not own the entire evolution of Gino’s ecletic range of music, from pop to classical to jazz, is missing out!! Especially maybe the latest and greatest release, "A Good Thing!!!" But nothing can compare to hearing his voice and watching him perform live!!! Especially when he takes one of your favorite songs and rearranges and sings in a completely different genre! (Like Wild Horses!) Unbelievable!! Don’t blow your chance!!
31 Gennaio 2009 alle 07:48
la monografia e’ imprecisa.forse per motivi di spazio . Prima di Brother to Brother , Gino ha inciso album come Storm at Sunup, The Gist of Gemini e A Puper in Paradise i quali sono assoluti capolavori dal 1990 in poi sono usciti dopo l’album Live In montreal su etichetta dreyfus atri 2 titoli di chiara impronta Jazz , Slow Love e Yonder Tree sul sito ufficiale di gino vannelli c’e tutta la discografia e comunque fortunamente
il popolo che ama il jazz e soprattutto i musicisti jazz conoscono molto bene il grande gino vannelli .infine se riuscite a trovare i titoli degli album che ho citato ascoltateli rimarrete sbalorditi da quanta bella musica Gino vannelli e’ riuscito a proporre.