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Archivio di 'Programma'

habib_koitebig-risoluzione-del-desktop.jpgIl chitarrista del Mali Habib Koité è uno dei musicisti più noti e celebri dell’ Africa.
Habib Koité nasce a Thiès nel 1958 in una città senegalese situata sulla linea ferroviaria che unisce Dakar e la Nigeria, dove suo padre lavorava nella costruzione dei vagoni. Sei mesi dopo la nascita di Habib, i Koité ritornano nella capitale regionale del Mali occidentale, Kayes, e successivamente a Bamako. Habib proviene da discendenti nobili di griots Khassonké, trovatori tradizionali che portavano intelligenza, saggezza e intrattenimento musicale durante le riunioni sociali o avvenimenti importanti. Habib cresce circondato da diciassette fratelli e sorelle e sviluppa il proprio stile nel suonare la chitarra accompagnando la madre. Eredita la passione musicale dal nonno paterno che suonava il kamele n’goni, strumento tradizionale a quattro corde che si associa ai cacciatori della regione Wassolou del Mali. “Nessuno mi ha insegnato veramente a suonare la chitarra” spiega Habib, “Ho guardato i miei genitori ed è bastato perché imparassi in modo naturale”. Habib doveva intraprendere la carriera di ingegnere ma grazie alle insistenze di suo zio, che riconosce il talento musicale del nipote, si iscrive al “National Institute of Arts” (INA) in Bamako, Mali. Nel 1978, dopo soltanto sei mesi, diviene direttore d’orchestra dell’INA Star, la prestigiosa band della scuola. Studia musica per quattro anni e consegue il diploma nel 1982 con il massimo dei voti. (Grazie al suo grande talento dopo il diploma la scuola lo assume come maestro di chitarra). Durante i suoi studi, Habib ha l’opportunità di suonare insieme a musicisti conosciuti del Mali come Kélétigui Diabaté o Toumani Diabaté. Canta e suona nell’album di Toumani Diabaté del 1991 Shake the World (Sony), oggi Kélétigui Diabaté è membro della band di Habib. Habib possiede un modo tutto suo di suonare la chitarra. Accorda lo strumento in scala pentatonica e suona con le corde aperte come fosse uno strumento tradizionale, il kamale n’goni. Altre volte, il modo di suonare si avvicina al blues o al flamenco, due generi che studia insieme a Habib Khalilou Traoré, un veterano della leggendaria band Afro-Cubana Maravillas du Mali. Solitamente i musicisti del Mali suonano soltanto la loro musica etnica ma io amo andare ovunque. Il mio lavoro è di cogliere tutte queste tradizioni per farne qualcosa da usare nella mia musica”.Nel 1988 Habib ha formato il suo gruppo Bamada (un soprannome dato agli abitanti di Bamako che grosso modo significa “nella bocca del coccodrillo”) con giovani musicisti malesi che erano suoi amici fin dall’infanzia. Nel 1991 Habib ha vinto il primo premio al Voxpole Festival in Pepignan (Francia) che gli ha fruttato abbastanza soldi per finanziare la produzione di due canzoni. Uno di questi brani, “Sigarette A Bana (la sigaretta è finita)” è diventata una hit in tutta l’Africa occidentale. Dopo la pubblicazione di un altro singolo di successo intitolato “Nanalé (la rondine)” Habib ha ricevuto il prestigioso premio della Radio France International (RFI). Questo premio ha permesso al gruppo di intraprendere il loro primo tour fuori dall’Africa nell’estate del 1994.Nel Gennaio del 1995 Habib ha incontrato il suo attuale manager, il belga Michel De Bock, che, con il suo partner Geneviève Bruyndonckx, è direttore della società di managment e produzione Contre-Jour.
Lavorando insieme hanno registrato il primo album di Habib: Muso Ko. Dopo la sua pubblicazione l’album ha raggiunto velocemente il secondo posto nella classifica europea di World Music.
Ma Ya ha trascorso venti settimane nelle prime venti posizioni della classifica di New world Music del College Music Journal, ed è entrato per molti mesi nella programmazione musicale delle radio commerciali di tutti gli Stati Uniti. L’album ha mantenuto la prima posizione classifica europea di world music per ben tre mesi. Ma Ya ha venduto più di 60.000 copie nel Nord America e 100.000 copie in tutto il mondo; un successo straordinario per un nuovo artista di world music.
La risposta di pubblico e critica all’uscita di Ma Ya è stata spettacolare. Habib è comparso in centinaia di giornali e magazines compresi People Magazine, Rolling Stone, Le Monde, Songline, De Standard, Le Soir e Global Rhythm solo per nominarne alcuni. Negli anni scorsi Habib ha anche partecipato negli Stati Uniti a programmi della National Public Radio (All Things Considered, WXPN’s World Café, PRI’s The World, House of Blues Radio Hour) a prestigiosi programmi internazionali come CNN WorldBeat, e nel Giugno del 2007 è stato il protagonista di un servizio per Vanity Fair. Nel 2001, Habib Koité è stato uno dei pochi artisti africani ad apparire nel Late Night with David Letterman, uno degli show televisivi più popolari in America.
Le doti artistiche e la forte personalità di Habib gli hanno fruttato l’adorazione di fans del calibro di Jackson Browne and Bonnie Raitt. Entrambi hanno supportato la musica di Habib promuovendo eventi privati per far conoscere la musica di Habib ad un pubblico sempre più vasto. Habib e la sua banda hanno anche partecipato come ospiti nell’album di Bonnie Raitt del 2002, Silver Lining, in cui Habib e Bonnie eseguono un duetto nella canzone “Back Around”.
Habib Koité & Bamada hanno pubblicato per la Putamayo nel 2001 il loro terzo album, Baro. Il disco ha avuto un gran successo ed ha venduto più di 100.000 copie in tutto il mondo, accrescendo ancor di più il pubblico di Habib.

Le straordinarie esibizioni live di Habib Koité & Bamada gli hanno fruttato un’audience sempre più ampia, e gli hanno permesso di pubblicare nel 2003 Fôly!, un doppio cd di registrazioni live.
I suoi fan hanno atteso a lungo il ritorno di Habib negli studi di registrazione. Habib è un perfezionista e dedica molto tempo alla composizione ed all’arrangiamento la sua musica. Registrato in Mali, Belgio e Vermont, Afriki presenta una esplorazione di nuove direzioni musicali da parte di Habib. Il tema principale di Afriki, che significa Africa nella lingua Bamabara malese, sono la forza e le sfide del continente africano. “Le persone in Africa sono disposte a rischiare la vita per emigrare in Europa o negli Stati Uniti, ma non sono disposte a correre gli stessi rischi per sviluppare qualcosa qui in Africa” dice Habib. “La vita può essere bella o brutta ovunque tu vivi. Le persone devono capirlo. Anche se il Mali è povero abbiamo ancora una alta qualità della vita: si può andare in giro e sorridere, e qualcuno ti sorriderà a sua volta. Ci ho pensato a lungo e non sono sicuro che i paesi poveri abbiano una qualità della vita inferiore”.

Habib Koité Voice / Guitar
Kélétigui Diabaté Balafon / Violin
Souleyman Ann Drum kit / Calabash / Backing vocals
Abdoul Wahib Berthé Bass / Kamale ngoni, Backing vocals
Mahamadou Koné Talking drum / Doum Doum / Caragnan
Boubacar Sidibé Guitar / Backing vocals / Harmonica

evento con ingresso a pagamento
Biglietto unico € 15,00


block-risoluzione-del-desktop.jpegGiovanni Block PREMIO SIAE/ TENCO 2007 come miglior autore emergente nasce a Napoli il 21 marzo 1984, cantante, flautista e compositore. Studia al conservatorio di musica di S.Pietro a Majella, appassionandosi anche alla canzone d’autore e al jazz. Dal 1997 suona come flautista, con orchestre e in concerti solisti e nel 2003 trova la giusta combinazione di giovani amici strumentisti per dar vita al suo progetto di canzone d’autore, e fonda il gruppo Giovanni Block & Masnada, che lo porterà a vincere importanti premi e riconoscimenti.
Inizia lo studio del flauto all’età di dieci anni; prosegue la sua crescita musicale e nel febbraio del 2004 fonda la band Giovanni Block & Masnada formata da studenti del conservatorio. Nel giugno del 2004 vince il Primo Premio Nazionale per il miglior brano contro la guerra al Vasto Music Festival. Nel 2005 è finalista al Bologna Music Festival (premio per brani indediti). L’anno seguente vince la rassegna di musica d’autore presso il prestigioso jazz club “Upstroke” di Bagnoli (NA). Il 2006 lo porta alla finale del premio nazionale Fabrizio de Andrè per la migliore canzone d’autore a Roma, e il suo brano, “La mentalità”, viene inserito nella compilation “Fabrizio de Andrè”. Un mese più tardi registra con Ninni Pascale presso lo studio “Il Parco” della “Polo Sud Records” un demo promo contenente due brani inediti, distribuito da Feltrinelli. Sempre nel 2006 riceve dalla giuria tecnica del concorso Rockin 2006 il primo premio assoluto e il premio speciale per i migliori testi. Pochi mesi più tardi riceve dalla commissione del Musicultura Festival il premio Sisme come migliore interprete. Nello stesso anno vince la finale di dell’Arezzo Wave 2007 ed è finalista della quarta edizione del concorso “l’artista che non c’era”. Sempre nel 2007 riceve il premio videoclip come migliore performance live da parte della BBC group. Ancora nel luglio del 2007 vince il premio nazionale Alex Baroni e il mese dopo è invitato al Club Tenco per prendere parte alla rassegna “Dallo sciamano allo showman” e al Premio Carosone esegue “pijat’na pastiglia” presso l’Arena Flegrea di Napoli. Nel settembre 2007 è proclamato vincitore della Targa Bigi Barbieri al quinto Festival della canzone umoristica d’autore, organizzato dal Centro Culturale Teatro Camuno dal Club Tenco Sanremo. Nell’ottobre 2007 riceve il premio 21 settembre Lucio Battisti. Nel novembre del 2007 riceve il prestigioso Premio Siae/Tenco come miglior autore emergente. Tra gennaio e febbraio 2008 collabora al nuovo album di Alberto Patrucco, partecipa alla rassegna Roma di Amilcare e scrive nel libro “Il mio posto nel mondo” di Enrico De Angelis e Enrico De Regibus. Nello stesso mese è nominato Socio Onorario a vita del Club Tenco, mentre nel giugno 2009 è il vincitore assoluto del festival Musicultura, ricevendo la targa per il miglior testo dall’Università delle Marche. Nel novembre 2009 è inserito nel nuovo disco del Club Tenco “Inediti di Luigi Tenco”, prodotto da Ala Bianca. Nel febbraio 2010 partecipa e vince il premio Buscaglione, organizzato all’interno della rassegna torinese “Sotto il cielo di Fred”.
Circolo Nautico Sambenedettese (porto turistico)
evento gratuito


angelique_kidjo2-risoluzione-del-desktop.jpgAngelique Kidjò nasce in Benin nel 1960.
Ha iniziato la propria carriera cantando musica africana, in Yoruba, successivamente si è avvicinata ai generi musicali di origine afro-americana, e ha inciso canzoni in francese e inglese.
Angelique è figlia d’arte di una numerosa famiglia. La mamma, coreografa e direttrice di teatro inizia Angelique alla carriera di artista sin da piccola. Dapprima canta con gli altri fratelli nella Kidjo Brothers Band registrando una serie di sessions per la radio nazionale del Benin; si tratta per lo più di canzoni folk del proprio paese con uno sguardo alla storia, ai villaggi e alle cerimonie voodoo. Poi, nel 1979 Angelique ottiene il primo successo nazionale. Il Benin è uno stato molto aperto a diverse influenze musicali (salsa, makossa, il nuovo suono urbano africano e la musica del Sud Africa), oltre che il soul americano sono spesso programmate in radio e seguite da cantanti e musicisti del piccolo stato africano. Persuasa a proseguire la carriera in Europa, Angelique arriva a Parigi nel 1983. Qui esplora una serie di stili musicali differenti scoprendo nuove potenzialità per la sua duttile voce. Una nuova generazione di artisti, liberi dagli stereotipi della cultura africana, ma ben consapevoli di ibridare le proprie radici con quelle di musiche diverse per provenienza e attitudine influenza profondamente anche Angelique. Dopo essersi trasferita nella capitale francese l’artista diventa nell’arco di pochi anni un’autentica star e realizza tre album per la label Mango.

É musica pulsante, energetica; meticcia, quella che nel corso di questi anni Novanta ha rivelato in mezzo mondo la grande, travolgente sensualità di Angelique Kidjo, artista considerata tra le più positive interpreti di “altro pop”: un’etichetta che aldilà delle facili categorizzazioni ben segnala la miscela incandescente che scorre nei dischi e soprattutto dal vivo.

evento con ingresso a pagamento
Biglietto unico € 15,00



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